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Il titolo
rispecchia una domanda che spesso il giocatore si pone. Ad ogni appuntamento del mercoledì o sabato sera, su ogni ruota vengono estratti 5 numeri: 3,33 su 5, cioè i due terzi di questi (in media, ovviamente), fino a quel momento, avevano un ritardo compreso fra 0 e 17 estrazioni. Ciò
significa che in un arco temporale di 18 estrazioni, la quantità di
numeri estratti che prima di uscire dall’urna avevano un ritardo
compreso fra 0 e 17 estrazioni, è mediamente di 60 (su 90). La
percentuale è sempre di due terzi. Un evento
aleatorio (quale il gioco del lotto) è regolato da una legge
denominata “la legge del terzo” (conosciuta anche come la legge
del terzo escluso) la quale stabilisce che, nell’arco di tempo
in cui tutti i 90 numeri avranno avuto la possibilità di essere
estratti, solo due terzi vedranno la luce ed un terzo rimarrà
escluso. In 18
estrazioni saranno sorteggiati mediamente 60 numeri, fra questi molti
si saranno ripetuti 2 volte, 3 ed anche di più ma, quello che conta,
è che sono circa 60 numeri (che equivalgono ai due terzi dei 90
numeri totali del lotto, il 66,66%). Di quei 30 numeri, sempre per effetto della legge del terzo, solo il 66,66% sarà estratto nelle successive 18 estrazioni, quindi 20 numeri. Dei 10 residui, solo il 66,66% sarà estratto nelle successive 18 estrazioni… e così via. Dovrebbe essere fin troppo chiaro che i numeri con grande ritardo si faranno “vedere” una tantum e molto diradati nel tempo. Cercherò, per concludere, di illustrare il tutto con questa tabella:
Questi sono, naturalmente, i valori medi. Nella realtà riscontriamo ruote con valori diversi ma, prese tutte insieme, la media ci restituisce i valori della tabella. Paolo Onnis(Pubblicato su Lottocorriere - Dicembre 1997) |